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NAZIONALI SU PISTA A PESCARA 3° PUNTATA: UN NOME UNA SQUADRA

Non possono mancare oltre ai medagliati anche i nomi di tutti gli atleti di Creazzo che hanno partecipato alle gare nazionali ottenendo tutti quei risultati che hanno contribuito a completare le classifiche ed a portare la società ai piedi del podio.

Nella categoria ragazzi maschile Giancarlo Faggionato si piazza 46° nei 60 metri in 12”16, quindi è 25° nei 600 in 2’01”10 e 35° nel salto in lungo con metri 3,57. Peccato per quel suo strano acciacco alla gamba della prima giornata forse dovuto al pomeriggio al mare di giovedi, ma il suo entusiasmo e la voglia di far bene hanno avuto il sopravvento ed è già pronto a prendersi le scarpette chiodate per il prossimo anno in cui sarà tra i cadetti.

Altro ragazzo è Alberto Ferrarin che ha corso come Giancarlo i 60 metri in 9”77 che gli hanno fruttato la 32° posizione, mentre nei 600 riesce a spuntare un tempo sotto i 2 minuti, per la precisione 1’59”18 e giunge 22° chiudendo la 26° posto nel lungo con metri 3,80; la sua mente sempre in funzione con i calcoli ne fa il prossimo successore del DT Massimiliano Cattani; speriamo che questa passione per i numeri continui compresi i sorrisi e l’entusiasmo che lo contraddistinguono.

Passiamo a Sara Alba che nel mezzofondo ragazze ha trovato tanta carne al fuoco; un terreno difficile vista la quantità e qualità delle concorrenti fra cui Sara ha saputo destreggiarsi cogliendo il 21° posto nei 600 metri in 2’01”36 ed il 15° posto nei 1000 metri corsi in 3’41”17; anche per lei il salto in lungo a completare il lotto di gare con un balzo a metri 4,30 che le vale la sesta posizione a completare gloriosamente i piazzamenti delle compagne Diletta e Nicole, medagliste ed a fare dell’Union Creazzo una vera macchina da guerra nazionale in questa specialità.

Il gruppo cadetti maschi non ha portato nessuna medaglia, ma ha dimostrato di avere delle buone potenzialità anche se la testa fra le nuvole, cosa abbastanza normale a quest’età, ogni tanto rende necessaria qualche sveglia.

Tutti iscritti agli 80 metri si sono poi divisi nelle varie gare: Edoardo Fin è 25° negli 80 in 10”55, ma la sua prestazione migliore è stata sui 300 metri in cui ha dimostrato grinta e personalità vincendo la sua serie in 40”52 con il 10° posto totale; quindi nei 1000 offre un’altra bella prestazione giungendo secondo nella serie e 14° nella generale in 3’06”45.

Luca Moro è 32° negli 80 con il tempo di 10”97 e quindi si dedica ai lanci in cui ottiene la 10° piazza nel disco con metri 18,30 e la 24° nel giavellotto con metri 21,03.

Nicola Massaua è il terzo del lotto ad affrontare gli 80 metri in cui è 34° in 11”04; nei 300 anche lui si migliora con una buona serie corsa in 42”60 che lo porta al 27° posto; quindi i 1000 metri che gli valgono la 22° posizione in 3’11”55.

Chiudiamo con Elia Arpegaro che sempre negli 80 metri giunge 43° in 11”56, un 1000 un po’ sottotono lo posta a piazzarsi 25° in 3’13”41 e quindi il salto in lungo in cui sicuramente qualche rimpianto c’è vista la misura di metri 3,97 che gli vale il 46° posto.

Il gruppo cadette è stato uno dei più numerosi degli atleti creatini a presentarsi in pista e pedane; già sappiamo delle medaglie, ma a contorno le altre ragazze, fra alti e bassi, fra pianti e gioie, caratteristica peculiare di quest’età di crescita e sviluppo, hanno saputo ricavarsi il loro spazio.

Francesca Pasini negli 80 metri in 12”40 è 44°; ci cimenta poi nel salto in lungo e con la misura di metri 4,14 e 18° chiudendo poi 11° nel giavellotto con metri 22,10; da sottolineare il suo bell’atteggiamento prima della staffetta 4×100 in cui ha sottolineato il fatto di volersi davvero godere la sua ultima gara di categoria e che godimento vista la medaglia conquistata!

Mezzofondo cadette appannaggio dell’accoppiata Giada Baldan ed Angelica Maran sempre insieme in queste gare sia a livello provinciale che regionale e quindi anche la nazionale le ha viste gareggiare con atteggiamenti diversi: Giada più all’attacco, mentre Angelica più guardinga, ma brillante nel finale. Nei 1000 metri sono rispettivamente settima Giada ed ottava Angelica con i tempi di 3’32”22 e 3’35”09 con Angelica a far visita ai sanitari dopo la gara forse più per la delusione della gara che per altro, recuperata poi da Massimiliano Cattani che portandola in groppa fino alle tribune ha sicuramente contribuito a farle ritrovare il suo buonumore.

Nei 2000 metri è più protagonista Giada con una gara in cui ha cercato di tenere il ritmo delle prime nei primi giri salvo poi doversi staccare a causa dei cambi di ritmo; questo sicuramente le è costato un po’ visto che negli ultimi giri il suo continuo voltarsi indietro le ha fatto perdere ulteriore terreno, ma ha tempo per imparare; il tempo di 8’00”78 le vale la settiman posizione, con Angelica ottava in 8’08”03; cappello finale per entrambe con la gara del salto in lungo in cui Angelica giunge al 16 posto con la misura di 4,18 e Giada è 23° con metri 3,26.

Le lacrime del di Elena Ferrarin dopo la gara del giavellotto, ed il suo sorriso magnifico dopo l’argento della 4×100 giovanile sono le due facce dello sport dell’atletica che sa regalare a distanza di poco emozioni diverse e ribaltare quella che poteva sembrare una trasferta da dimenticare in un’emozione da ricordare.

Nel mezzo tutte le altre gare che Elena ha affrontato; quindi partendo dal giavellotto chiuso in 36° posizione con metri 14,22 si passa al salto in lungo in cui è 19° con metri 4,12 ed il disco con la 18° posizione con metri 14,15 con l’arrivo in gloria della staffetta.

Altro gruppo numeroso è quello delle allieve che ha visto tra le partecipanti Elisa Faccini che insieme alle inseparabili amiche Giulia Rinaldi, Rebecca Ghezzo e Laura Sartori forma un quartetto omnipresente anche durante la stagione; per Elisa i 200 metri in cui è 16° in 29”36 completati dai salti, lungo e triplo in cui giunge rispettivamente undicesima con metri 4,28 e settima con metri 9,32; quindi Giulia che si cimenta nei salti in lungo e triplo  in cui giunge al 19° posto con metri 4,11 e 11° posto con la misura di 8,43; chiude poi con il peso che scaglia a metri 7,26 per la decima posizione.

Altra coraggiosa e simpatia allieva è Aurora Meggiolan che con la sua discrezione, ma uno splendido sorriso ha convinto per la sua decisione nelle gare; nei 200 metri corsi in scioltezza si piazza 27° con il tempo di 32”58, mentre i suoi cavalli di battaglia sono gli 800 ed i 1500 metri in cui ha saputo esprimersi con grande grinta chiudendo gli 800 in ottava posizione in 2’46”04 ed i 1500 in quarta posizione in 5’59”68.

Bravo ma anche un po’ sfortunato Chinedu Agu nella categoria junior; il suo impegno costante durante l’anno ha subito dei rallentamenti a causa di un fastidioso risentimento all’adduttore e nonostante questo si è allenato con impegno, ma purtroppo il risentimento non lo ha mai lasciato; nonostante questo ha raggiunto la finale dei 100 metri correndo in 11”87 per poi rinunciarvi e dedicare le sue energie alla gara a cui teneva di più ovvero i 400 metri corsi con grande intensità nel suo nuovo personale di 53”55 che gli ha fruttato una quarta posizione con un pizzico di rimpianto, ma questa è solo la prima occasione; per lui anche un ottavo posto nei 200 in 24”22.

Tra gli junior anche Michele Sartori che si è invece dedicato ai lanci ed ai salti in cui ha ereditato una certa dote dal papà Enrico; nel salto in lungo giunge 11° con metri 5,13 e nel giavellotto è settimo con un lancio a metri 32,03.

Nella categoria junior femmine Alessia Grignolo si è ben comportata nel getto del peso in cui ha colto il suo miglior risultato con la quarta posizione scagliando l’attrezzo a metri 6,53; nel disco è sesta con metri 20,31 e nel salto in lungo giunge ottava con metri 4,21. Apprezzabile il suo impegno nel gestire le presenze dei ragazzi assieme all’amica Caterina Urbani con cui, con puntualità e serietà ha affrontato questo piccolo ma importante servizio che speriamo in futuro sia esteso anche ad impegni più importanti visto che di giovani volonterosi c’è sempre bisogno.

Ben quattro gli atleti senior presenti a Pescara con gli occhi puntati sugli allenatori Nicola Cosaro e Luca Rampazzo attesi alla sfida degli 800 metri in cui si sono incrociati in un simpatico testa a testa; la spunta Luca che in una bella gara si piazza al nono posto in 2’13”77 con Nicola a seguirlo in decima posizione con il tempo di 2’16”96. Per Luca poi altra conferma del suo stato di grazia nei 400 in una serie che ha vinto brillantemente con il tempo di 56”89 e che gli frutta l’undicesima posizione. Per Nicola invece i 1500 metri corsi in 4’50”69 che gli permettono di raggiungere l’ottava posizione e quindi l’altra sfida in casa con Giulio Marchetto nel getto del peso; questa volta è Nicola che la spunta con un lancio a metri 9,67 e la sesta posizione assoluta con Giulio ottavo con metri 8,51.

Per Giulio la gara più importante è stata il lancio del disco, per la quale si è preparato con dovizia e serietà; capitava spesso di vederlo al campo di Creazzo provare e riprovare i lanci per cercare la condizione migliore; la sua gara è stata positiva: finale raggiunta e sesto posto con metri 26,79, giusto premio al suo costante impegno.

Chiude la carrellata dei senior maschi Fulvio Capozzi che dopo alcuni anni trascorsi nel calcio ha deciso di seguire le orme del padre Sergio proprio nel salto in lungo in cui con la misura di metri 5,77 ottiene la nona posizione, decisamente lontana dalle sue aspettative, ma intanto resta la volontà di continuare a correre; nei cento metri vince la sua batteria in 11”96, ma non è sufficiente per raggiungere la finale; per questa ci sarà sicuramente tempo.

Al femminile un’icona dell’Union Creazzo, al secolo Elisabetta Maran, non poteva mancare all’appuntamento nazionale, seppur limitata da un fastidioso acciacco ad un piede che ha limitato decisamente i suoi allenamenti; non si è però scoraggiata e supportata dal fidanzato Enrico, appositamente aggiunto al gruppone ha partecipato ai 100 e 200 metri ottenendo in entrambe la medaglia di legno o la posizione Mauro, come affettuosamente a Creazzo si dice: batteria e finale dei 100 corse praticamente nello stesso tempo; 13”77 e 13”78 e 200 metri corso in 28”46 a cui si aggiungono le staffette in cui Elisabetta, soprattutto nella 4×400 ha saputo dare il meglio di se.