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A CREAZZO SI VINCE MA NON BASTA

Dopo lunga attesa sono finalmente giunti i risultati delle ultime 2 gare su pista svoltesi il 23 giugno ed il 14 luglio scorsi a Creazzo la prima ed a Ponzano Veneto in provincia di Treviso le seconda, per di più regionale.  🙄

Partiamo con la gara di Creazzo ottimamente organizzata dall’Atletica Trissino che ha approfittato della disponibilità della pista creatina per dare sfogo alle capacità logistiche dei propri associati dimostrando di essere sicuramente all’altezza della situazione. Bella giornata di sole ed ottima partecipazione di atleti, visto anche il periodo di vacanza, il che ha dato molta soddisfazione ed ha permesso di avere una buona concorrenza in molte gare. E come da titolo l’Union Creazzo piazza una stoccata vincente con 1255 punti sul Dueville a 1061 e la Leonicena terza a 840, ma purtroppo sono troppo pochi i punti di differenza per poter sperare di recuperare il gap visto che oramai siamo giunti alla penultima prova del campionato. Soddisfazione comunque perché in entrambe gli appuntamenti casalinghi l’Union Creazzo ha saputo approfittare della situazione ed aggiuduicarsi la vittoria che nonostante tutto fa sempre morale. Andiamo con i risultati che vedono molti atleti Union giungere sul podio. Partiamo con i salti e con le atlete amatori A femminile Nadia Gaspari e Maria Cecchinato che nel lungo si aggiudicano la seconda e terza piazza con 3,42 e 2,98; a seguire Ada Castellucci nelle junior, seconda a 4,03 ed Elisabetta Maran nelle senior che con 4,54 conquista la seconda piazza. Ottima nella categoria ragazze Caterina Urbani che vince la gara dell’alto con un convincente 1,41. Dai lanci vengono le più belle soddisfazioni con Giovanni Di Iorio nei ragazzi che vince con il record sociale di 13,02, carlo Capitanio terzo nel disco senior con 21,66, Enrico Sartori terzo nel disco amatori A con 17,28, ma soprattutto Giulio Marchetto negli junior che si classifica al secondo posto con 23,70 che è anche il nuovo record sociale. Un bravissimo a Giulio che non ha saltato nessuna gara quest’anno; un esempio da imitare per molti. Infine le corse con i 400 che vedono primeggiare Elisabetta Maran nelle senior con 1’13”8 ed Ada Castellucci nelle junior con 1’12”3; a contorno anche il secondo posto di Dina Bevilacqua nelle amatori B femminili con 1’28”0. Buoni i riscontri anche dalla velocità con Sean Rampazzo che vince i 60 ragazzi con 8”2 ed Anita Francis seconda ni 50 esordienti con 8”0. Nei 100 senior accoppiata da podio per Giovanni Favretto e Carlo Capitanio con 11”5 ed 11”7 e Massimiliano Cattani che chiude secondo negli amatori A con 12”6. Ultime soddisfazioni dal mezzofondo veloce grazie a Fabrizio Micheletto che si aggiudica i 1500 amatori A con 4’34”8 ed Alex Mazzi terzo con 4’41”1; quindi Francesco Palma che vince in scioltezza i 1500 amatori B in 4’33”8 imitato dalla figlia Lucrezia che con 3’16”5 non solo vince nelle ragazze, ma migliora il record sociale realizzato niente popò di meno che da Rebecca Lonedo. A chiusura della giornata un epilogo interessante e molto bello con il pranzo presso il parco giochi di Via Molini per le società di Creazzo e di Trissino a suggellare una collaborazione che ci auguriamo possa ripetersi in futuro e la presenza del presidente del CSI provinciale Enrico Mastella che ha portato con se alcuni carcerati che stanno scontando la loro pena presso il penitenziario di Vicenza e che per buona condotta sono inseriti in un progetto proposto proprio dal CSI vicentino grazie al quale possono uscire dal carcere e raccontare la loro esperienza. Una iniziativa degna di merito che dà la possibilità a chi la vive di conoscere una realtà, quella delle carceri, che per le sue caratteristiche ha elementi che si possono considerare altamente educativi, sia per chi come i carcerati ha la possibilità di uscire ed entrare in ambienti come quelli del CSI in cui ricevono messaggi positivi e possono confrontarsi con persone che hanno sicuramente nel loro DNA valori morali e sociali di tutto rispetto, sia per chi ascolta le esperienze di queste persone che devono vivere nella realtà dei penitenziari che in Italia, come ben noto è complessa e da essa dovrebbero trovare un pezzo di strada che li porti a reinserirsi nella società in maniera positiva, cosa non certo facile, ma più abbordabile grazie appunto all’impegno in tal senso fornito anche dal CSI provinciale.