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INIZIA LA STAGIONE SU PISTA….TRA PRESENTE E PASSATO

Con la gara del 25 Aprile prossimo inizierà la stagione estiva dell’atletica leggera CSI che quest’anno vogliamo celebrare in maniera speciale perché nella continua ricerca di aggiornamenti e notizie riguardanti la nostra società abbiamo recuperato alcune vecchie prestazioni che risalgono ai gloriosi tempi in cui l’Atletica Union Creazzo nacque e grazie al lavoro dei coraggiosi atleti e dirigenti del tempo fu in grado di recitare un ruolo importante anche a livello nazionale.

Erano i tempi delle piste in terra battuta e Creazzo aveva la fortuna, negli anni ’70, di avere una nuovissima pista in materiale allora innovativo grazie alla lungimiranza degli amministratori dell’epoca che crearono le basi di quello che ora è il Polisportivo comunale.

Nomi come quelli di Riccardo Amadori, Giorgio Cailotto, Alberto Biasi, Tarcisio Pesavento, Sergio Serafin, Dario Rappo, Roberto Cavaliere, Gianni Peretti, Enoch Furlan ed altri rappresentano le pietre miliari di quello che oggi è un movimento consolidato nel territorio e capace di estendere la propria influenza anche nei comuni limitrofi richiamando anche atleti di spessore che ancor oggi, insieme ai campioni di Creazzo, danno lustro all’associazione.

E proprio da questi nomi vogliamo partire, in particolare da Riccardo Amadori che di tutti gli atleti del passato fu quello che con la maglia dell’Union Creazzo ottene i più prestigiosi risultati; le sue prestazioni che spaziavano dai 1.500 ai 10.000 metri rendono perfettamente l’idea di quanto fosse alto il livello raggiunto da questo atleta che vestì anche la maglia della nazionale italiana, cosa peraltro riuscita solo ad altri 2 atleti Union in tempi recenti, ma nella categoria master, ovvero Dario Rappo e Massimiliano Cattani.

Il 3’48”0 nei 1500 metri, 8’06”0 nei 3000, il 13’56”59 nei 5000 ed il 29’29”0 nei 10.000 metri sono tempi importanti che devono essere giustamente considerati record sociali in quanto ottenuti da Riccardo con la maglia sociale, come il 1’52”8 negli 800 di Giorgio Cailotto.

Ma questi non sono i soli nomi che hanno lasciato un segno nella storia dei record sociali; altri atleti nel tempo hanno indossato la canottiera Union ed hanno saputo lasciare la loro impronta che ancor oggi è scritta negli annali della società ed attende, come tutti i record di essere battuta.

Fra i vecchi record in attesa di ritocco da citare quello risalente al 1986 opera di Luca Zanon, che fu il primo artefice della rinascita della società dopo i tempi bui della fine degli anni ’90, allora allievo e capace di un ottimo 6.31 metri nel salto in lungo; a seguire Massimiliano Cattani, altro nome di spicco dell’atletica creatina, capace di ottenere il titolo italiano nella 4×400 junior nel 1988 ed ancora detentore del record junior nei 100 metri con 11”3 oltre che quello dei 1000 metri, ora gara spuria con il tempo di 2’43”1 e risalente al 1989.

Degli anni ’90 abbiamo davvero tanta storia da riscrivere e molti nomi che ricordiamo con grande nostalgia, ma anche con grande affetto come quello di Cristina Bracco, allenatrice dei giovanissimi ed ancora presente nel ricordo di chi con lei ha avuto la fortuna di fare i primi passi nel mondo dell’altletica; il suo 33.79 metri nella palla Junior, forse potrebbe restare davvero per sempre nell’albo dei record essendo oramai il giavellotto la specialità corrispondente nei tempi moderni; e non si può scordare neanche il carissimo Luca Martin che nei 600 metri ragazzi ottenne nel 1998 un 1’55”28 che ancora oggi campeggia fra i primati ricordandoci chi un po’ troppo presto ci ha lasciati.

Dei primi anni ’90 ancora una serie di primati che sono davvero molto allettanti per i giovani d’oggi, come l’11”20 di Massimiliano Cattani nei 100 metri senior del 1990, il 51”3 sempre di Massimiliano nei 400 datato 1992 e l’1.86 nel salto in alto di un altro nome importante per Creazzo: Marco Neffat, membro storico del direttivo e valido collaboratore soprattutto durante la stagione invernale.

Data 1990 anche il record dei 100 metri allievi con uno stratosferico 11”32, opera di Diego Lovato, atleta di ottime potenzialità che ha scelto di passare la mano forse un po’ troppo presto; tra gli allievi altra prestazione importante e risalente al 1992 quella di Andrea Berengo, allora giovane promessa dell’atletica di Vicenza, che ottenne nei 1500 il tempo di 4’21”0.

Altri ragazzi che sono passati per Creazzo ed hanno lasciato il loro segno si trovano nella categoria cadetti: Faggionato Matteo, autore nel 1998 di un 13”28 negli 80 ostacoli, Giovanni Viel, che contagiò il padre che per svariati anni fu giudice, che nei 600 metri ottenne 1’35”0 nel 1996 ed infine Federico Muraro nel getto del peso con un imbattuto 11.24 del 1994.

Al femminile la situazione è molto diversa grazie alla buona qualità delle atlete che hanno saputo nel tempo mantenere alto il livello atletico con prestazioni che in alcuni casi sono state davvero degne di nota.

A livello giovanile i più vecchi record ancora imbattuti sono appannaggio quasi solamente delle specialità spurie come i 600 metri ragazze in cui una giovanissima Elisa Oro che fu poi allenatrice dei nostri ragazzi, nel 1994 ottenne un 2’11”0, e del 1998 è il 5’00”4 di Elena Marchiori ottenuto nei 1200 metri; vale la pena poi ricordare i record del 1990 di Cristina Pieropan che per alcuni anni fu dominatrice incontrastata dei cross ragazze e che ha lasciato il segno nella pista tra le cadette con il suo 11”13 nei 60 ostacoli ed il 4’47”0 nei 1200 metri ottenuto nella pista di Mezzano, in Trentino, che ai tempi rappresentava per gli atleti Union l’unico appuntamento fuori provincia alla stregua di un campionato nazionale.

Altra atleta da ricordare è Cinzia Perin che negli anni in cui militò nella categoria junior riusci ad ottenere un 10.80 nel peso nel 1994 ed ancora imbattuto è l’1.55 nel salto in alto di Resy Bellon nel 1992 e nella stessa categoria.

In tempi più recenti non sono mancate comunque prestazioni importanti ottenute da atleti che vale la pena di ricordare e tra questi ne citiamo alcuni che per la qualità delle loro prestazioni e per il positivo segno cha hanno lasciato nella socità hanno pieno titolo ad essere inseriti nella hall of fame.

Prima fra tutte l’allora giovanissima ed appena approdata alle soglie dell’atletica Federica Del Buono a cui auguriamo tantissima fortuna e che proprio a Creazzo emise i suoi primi vagiti sportivi da allieva negli 800 e 1500 metri con in tempi di 2’20”17 e 4’47”45 del 2011 e che vestì più volte poi la maglia della nazionale in gare di cross, ma soprattutto agli europei indoor del 2015 dove nei 1500 metri ottene uno splendido bronzo.

Altro nome quello di Francesco Palma che più di tutti ha riscritto la storia dei record nelle categorie amatori e veterani; atleta di grande valore anche in gioventù, ha dato sicuro lustro all’atletica creatina realizzando prestazioni che ancor oggi sono invidiabili soprattutto nel mezzofondo di cui ricordiamo il suo 2’05”9 negli 800 e 4’21”5 nei 1500 datati 2009 ed appartenenti alla categoria amatori B.

Anche Barbara Lah ha lasciato segni indelebili a Creazzo e non solo; atleta di livello internazionale di cui ricordiamo la partecipazione alle olimpiadi di Atlanta nel 1996, ma soprattutto il sesto posto ai mondiali di Parigi nel 2003 nel salto triplo, è approdata a Creazzo come allenatrice dei gruppi allievi e junior contribuendo a far nascere il gruppo di allenamento delle “mamme” che ancor oggi è presente ed ha prodotto tanti bei risultati non solo sportivi; i suoi record nella categoria amatori A sono sicuramente difficili da battere, basti pensare al 5.68 nel salto in lungo ottenuto nel 2011 o l’1.60 nell’alto, il 13”3 nei 100 o il 33.83 nel giavellotto e sono motivo di orgoglio per tutti noi.

Infine le emozioni, come quelle che ha lasciato nei cuori dei presenti il salto a 1.74 del cadetto Filippo Glavaz nella finale nazionale di Castelnovo Ne’ Monti del 2009 o ancora il 44”91 con cui la staffetta 4×100 formata da Andrea Sartori, Giovanni Favretto, Massimiliano Cattani e Carlo Capitanio vinse il titolo nazionale nel 2012 ed anche il notevole 53”45 con cui la staffetta 4×100 femminile composta da Chiara Munari, Elisabetta Maran, Leila Cattani e Caterina Urbani ottenne l’oro alle nazionali del 2017.

Una carrellata a cui mancano tantissimi pezzi che sono composti da tutti gli altri primati che hanno un loro vissuto fatto di fatica, sudore, ma anche agonismo e gioia; ognuno ha la sua storia ed ognuno attende di essere battuto perché i record sono in fondo fatti per questo; per essere uno stimolo a migliorare e perché no, per essere anche ricordati.

Giovani e meno giovani la pista vi attende; date del vostro meglio e provate a scrivere un pezzo di storia, na vale la pena!